Il Design Sprint sta diventando sempre più diffuso in Italia e, con la crescita della sua popolarità, si è aperto il dibattito sulla sua reale efficacia. Non ci sono reazioni tiepide: ci si divide tra le fila degli entusiasti e degli scettici. In questo articolo abbiamo sfatato alcuni pregiudizi e timori sul Design Sprint: tutti possono trarre grandi benefici da questo metodo e siamo pronti a fornire le prove!

In Fightbean applichiamo il mindset del Design Sprint a tutti i progetti sui quali lavoriamo e cerchiamo di trasferire ai nostri clienti il valore e l’importanza dei suoi princìpi, così universali da poter essere applicati anche alla routine quotidiana.

Se non hai vissuto fino ad oggi in un rifugio alpino facendo l’asceta e mangiando guaranà, probabilmente sai di cosa stiamo parlando. In caso contrario, nessuna paura, ti consigliamo di partire da quest’articolo introduttivo al Design Sprint.

Partiamo da un presupposto: sappiamo che la promessa di risolvere un problema di business dando forma ad un progetto digitale in soli 4 giorni può sembrare impossibile da mantenere e sappiamo anche che probabilmente ti chiederai (o ti sarai chiesto) dov’è la fregatura, come si riesca a fare tutto e se ne vale davvero la pena. Per questo motivo abbiamo collezionato la top 10delle frasi che più frequentemente ci siamo sentiti dire da clienti e colleghi scettici, per mettere a fuoco gli aspetti per i quali potresti pensare che il Design Sprint non faccia al caso tuo… e per dimostrarti il contrario.

1. “Non posso fermare il mio team per 4 giorni.”

You can do it! ❤️

Mediamente, per costruire un prodotto digitale vengono impiegati mesi, se non anni di lavoro. I rischi sono numerosi: perdere di vista l’obiettivo, percepire un calo di motivazione, sprecare tempo nel costruire un prodotto che non è quello giusto.

Il Design Sprint aiuta il team ad allinearsi verso un obiettivo comune e un risultato condiviso. Consideralo un investimento che ti permetterà di esplorare un’idea progettuale e di tornare a casa con un prototipo testato con i tuoi potenziali clienti. Con questa prospettiva 4 giorni non sono poi così tanti, no?

Inoltre, utilizzando il Design Sprint 2.0, la presenza del tuo team è richiesta solo per i primi due giorni di workshop. Stupendo.. 🎉

2. “Non riusciremo mai a prototipare il prodotto, è troppo complesso.”

Se può essere disegnato, può essere testato

Durante il Design Sprint si accetta consapevolmente di abbracciare l’ambiguità legata alla creazione di un prodotto. Invece di aspettare di raggiungere Verità e Perfezione, si sceglie di formulare un’ipotesi e di sperimentare sul campo la sua validità per avere una conferma di essere sulla strada giusta. L’obiettivo del Design Sprint non è quello di creare il prodotto perfetto in pochi giorni ma di ricevere feedback sulla soluzione individuata, valicando la tranquillità del proprio ufficio e confrontandosi con il mondo esterno.

3. “Non riusciremo mai a trovare un’intesa, abbiamo idee troppo diverse.”

Non se si lavora come un vero team

Il Design Sprint richiede a partecipanti con una formazione, mansioni e punti di vista differenti di collaborare e di contribuire con la propria unicità a trovare delle soluzioni. Sono benvenuti i troublemakers, chi non ha paura di esprimere la propria voce e chi di solito non si espone mai. Durante lo Sprint vengono valorizzati i contributi di ciascuno e si crea commitment sul progetto. Inoltre, eliminando le discussioni destrutturate e il giudizio sulle idee altrui è molto più facile convergere verso una soluzione condivisa e sostenuta da tutti.

4. “Uno Sprint non basta per creare un prodotto.”

E se fosse un prototipo?

Giustissimo. Infatti l’obiettivo del Design Sprint è la creazione di un prototipo di alto livello, che simuli le principali caratteristiche del prodotto e sia realistico agli occhi delle persone. Lo Sprint è un format ripetibile ogni volta che vuoi esplorare una nuova funzionalità o devi affrontare un problema complesso relativo al tuo prodotto.

Scoprirai che 4 è il giusto numero di giornate per esplorare e definire un concept progettuale senza cadere nella tentazione di cambiare idea o aggiungere dettagli e contenuti superflui.

5. “Sarò penalizzato perché non sono un creativo.”

Cerchi, linee e rettangoli.. Non puoi tirarti indietro!

Il Design Sprint è un processo strutturato per creare innovazione e generare idee. Funzionerà anche se ti reputi poco creativo, saturo del progetto o semplicemente stanco.

Tutti, non solo i designer, possono avere delle idee brillanti. E le idee non sono niente di prezioso finché non le rendiamo concrete e le testiamo. Durante lo Sprint userai post-it, pennarelli e fogli per disegnare. L’aspetto essenziale è riuscire a comunicare in modo tangibile la tua idea e, per farlo, non sarà necessario creare un’opera d’arte. Basteranno delle semplici forme geometriche e qualche riga descrittiva. Quindi nessuna scusa, anche il punto #5 è smentito.

6. “A che serve coinvolgere il mio team? Non potete occuparvene voi?”

La multidisciplinarità è l’ingrediente segreto per un Design Sprint di successo

Questo metodo permette di superare il tradizionale rapporto cliente-fornitore.
Dimentica i brief, le presentazioni e i concept pensati per stupire. La soluzione non è delegare il tuo prodotto a un’agenzia. Con il Design Sprint si lavora insieme, in un unico team multidisciplinare che individua la soluzione più adatta focalizzandosi sui reali obiettivi di business.

7. “Conosco il mio target, i test con gli utenti non servono.”

Sei certo di conoscere anche il loro contesto d’uso?

Tutte le volte che sentiamo dire “i test con gli utenti non servono”, sappiamo che un designer da qualche parte nel mondo sta soffrendo. Crediamo sia fondamentale conoscere le persone per le quali si sta progettando, confrontarsi con le loro motivazioni, le loro storie e le loro aspettative. Il prototipo, alla fine, non è altro che questo: un pretesto per parlare con gli utenti e capire se siamo sulla strada giusta. Sei certo al 100% che il tuo prodotto è il miglior prodotto che potranno mai avere? Con il Design Sprint l’ultima parola spetta a loro.

8. “Bello il metodo, ma non si può applicare in contesti non digitali.”

E se ti dicessimo che in uno Sprint è stato riprogettato l’interno di un aeroporto?

Il Design Sprint nasce per validare idee di qualunque natura. E potenzialmente si può prototipare tutto. Vuoi riprogettare uno spazio all’interno di un aeroporto? La personalità di un robot? Il processo di assunzione di nuove figure nella tua azienda? Uno Sprint può aiutarti a trovare una soluzione. Ad esempio, una brochure può essere un modo per raccontare le caratteristiche di un nuovo prodotto (es. un divano) e vagliare l’interesse di potenziali acquirenti prima di investire del tempo nel costruirne la versione reale. Un render 3D di uno spazio fisico può aiutarti a validare le ipotesi di redesign di un punto vendita. Basta avere l’intuizione giusta su come realizzare il prototipo e il gioco è fatto.

9. “E la ricerca con gli utenti?”

Team dedicato alla raccolta dei feedback/insight durante una sessione di user testing.

La ricerca è sacrosanta. Amiamo la ricerca. Crediamo nel suo valore di portare chiarezza e comprensione del problema, soprattutto in casi di servizi e prodotti complessi. Succede però che dei dati utili possono venire fuori anche dagli user test, quando mostriamo a potenziali utenti qualcosa di tangibile e di concreto. Si tratta di validare delle ipotesi, di capire cosa il mercato e le persone realmente vogliono.

Questo non significa che il Design Sprint sia l’unico metodo possibile per trovare delle risposte al problema che vogliamo risolvere ma sicuramente è uno strumento molto potente (ed estremamente veloce) per raccogliere dei dati quick&dirty.

10. “Il mio team è a capo del progetto. Non mi serve coinvolgere gli altri reparti”

Nessuno sa tutto: per questo è importante abbattere i silos lavorati e focalizzarsi (insieme) sul problema.

La conoscenza del prodotto è distribuita tra le persone dell’azienda, nessuno sa tutto. Per risolvere in modo efficace il problema è necessario condividere le informazioni e creare un sapere condiviso e un lessico comune. Per fare questo è necessario coinvolgere tutte le persone che possono dare un contributo in tal senso e farle lavorare insieme, come un unico team.


Dopo mesi passati a raccontare, insegnare e facilitare Design Sprint in diversi contesti possiamo affermare che uno Sprint non è l’unico approccio valido al problem solving ma è spesso la strada migliore per risolvere una sfida complessa. Pensa allo Sprint come all’opportunità, circoscritta in un tempo breve, di sperimentare una soluzione ambiziosa, senza scottarti con i rischi di business.

Se anche tu hai una domanda o c’è qualcosa del Design Sprint che proprio non ti convince, scrivilo nei commenti e mettici alla prova! Risponderemo condividendo con te quello che l’esperienza nell’organizzare e condurre Design Sprint ci ha insegnato.


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